turista per finta

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Location: Italy

Sunday, November 26, 2006

Il fumo che fa il respiro al freddo II


Mi manca Londra.

L’inverno, il Natale, la ricchezza
lo shopping, i regali, aprire i pacchetti

Bere la cioccolata e andare nei bar con le amiche

Mi manca badare ai vestiti, al mio peso, alla mia pelle

Sapere di essere giudicata e il fumo che fa il respiro al freddo


...

E’ quasi una poesia. L’ho scritta quando stavo in Palestina, l’8 dicembre che a me porta sempre un po’ di malinconia. L’anticipo per sconfiggerla prima.

Ma questa volta so che non arrivera’.

Buffo: con le poesie devi decidere quando andare a capo

Thursday, November 16, 2006

Entra nella cooperazione, mi dicevano...

VEDRAI IL MONDO...

Sono in Sudan da 15 giorni e ieri mi sono accorta che non sono ancora riuscita a vederne il cielo.
Non esco mai dall'ufficio, lavoro come un'ossessa davanti al computer.
Persino nei momenti di pausa (pranzo e ruttino) c'e' una tettoia che mi impedisce di scrutare il cielo in liberta'.
Un po' come la siepe del Leopardi.

E allora ieri notte quando un urlo ancestrale mi ha svegliato, e mi ha prodotto quel batticuore da gelo del sangue che solo i cooperanti conoscono (non vogliono sminuire le altre categorie di lavoratori a rischio) quando ho ritrovato una temperatura normale e quando tutti gli incoraggiamenti che famiglia e amici ti farebbero in questi momenti mi hanno permesso di alzarmi per andare a vedere che cosa era successo... e allora ieri notte ho visto la stellata africana.
Io non conosco stelle, ne' sono dall'altra parte dell'emisfero e posso descrivere questa differenza.
Ma qui le stelle sono piu' vicine
Si sa
perche' vicino agli inferi si trova pure il paradiso, chiedetelo a Dante. Non ha fatto tanta strada tra un tomo e l'altro.

Ho svegliato il mio collega. Ancora accuso che l'OOOOOOOOOOOOO gutturale provenisse da una sua battaglia onirica.
Lui nega. Si parla di soldati non precisati. Io non li ho visti.

I cani abbaiavano, mi sono saltati addosso... contenti.

Friday, November 10, 2006

Ennesimo matirmonio della mia vita da spettatrice

Oggi siamo stati invitati ad un matrimonio, del petit frere del nostro logista, Abu.
Qui come in Ciad, hanno molti troppi petit frere, petit soeur per ogni famiglia. Tutti si chiamano così; tant’è che quando vogliono specificare dicono: meme mere, meme pere (stessa madre, stesso padre). Altro che le famiglia allargate occidentali, dopo l’avvento del divorzio.
La tenda siergeva nel mezzo della strada, fra vicinati di case di parenti. I tappeti di rafia sintetica ci attendevano per terra. Tolte le scarpe ci siamo seduti non sicuri di essere arrivati nel posto giusto, perchè Abu, l’unico che conoscevamo, non c’era ancora.
E’arrivato prima il vassoio tondo con le cibarie, il pane floscio e gente desiderosa di condividere, tutto prima di Abu.
Gentilmente ci aveva concesso a me e alla mia collega di partecipare alla tenda degli uomini, in modo da poter parlare con gli altri nostri colleghi e con lui.

Il nostro logista parla solo francese e arabo, perchè non ha fatto gli studi in Sudan, come tutti i suoi petit frere, ma, l’esercito è venuto a cercarne uno per andare in guerra, lui è andato a suo posto... Poi tra commerci e guerre ha girato per molta africa , soprattutto francofona.
E ora fa il logista da noi.
Poi dirò che cosa fa un logista
Poi diro che cosa ha raccontato su un Sudan non tanto anticio senza armi.
Poi racconterò anche della sua visione della guerra tra etnie.
Per ora arriva forte il piacere della chiacchierata nella tenda con il tchiai in mano, con soli pochi bimbi che mi fissavano come fossi un fenomeno da baraccone dagli occhi cerulei, più sbiaditi che mai in questa luce desertica.
Abu mi guardava, mi parlava, come donna, come bianca.
E la differenza con il Ciad mi arrivava così lampante. Il ciad, dove discutere, chiacchierare, pr il puro piacere della speculazione, dello scambio era l’ennesima ricchezza di cui erano stati deprivati
Sarà stato perchè Abu è muslmano..
Sarà stato perchè la donna bianca era accompagnata da uomini bianchi..

Il fumo che fa il respiro al freddo

My Favourite Things
(Sing Along)
Raindrops on roses and whiskers on kittens

Bright copper kettles and warm woollen mittens
Brown paper packages tied up with string,
These are a few of my favorite things.

Cream coloured ponies and crisp apple strudel,
Door bells and sleigh bells and schnitzel with noodles
Wild geese that fly with the moon on their wings,
These are a few of my favorite things.

Girls in white dresses and blue satin sashes,
Snow-flakes that stay on my nose and eye-lashes,
Silver white win-ters that melt into spring,
These are a few of my favorite things,

When the dog bites,
When the bee stings,
When I'm feeling sad,
I simply remember my favorite things,
And then I don't feel, so bad.
(Repeat song)



L'ho cantata con la mia collega americana, di Chicago, .. per tirarci un pò su di morale. Una nostra macchina è stata attaccata la settimana scorsa. Al solito derubati; ma anche qualche botta, fermati sparando in aria, che è più strano.

Chissà perchè sto così bene: mi sento al centro del mio corpo e della mia mente. Non mi agito, rispondo sicura alle sollecitazioni esterne, non mi sento sotto pressione e so dove sono.

Poi spiegherò anche il titolo

Tuesday, November 07, 2006

Ho deciso che...

... questo sara' il mio blog, perche' quello vecchio, quello su Aid Pepole, mi sembra un po' troppo professionale e per addetti ai lavori. Se avro' tempo, voglia e ispirazione aggiornaro' l'altro con foto e notizie, ma strettamente in inglese, per show off..

Invece qui mi posso lasciare andare a riflessioni piu' intimiste, liberare il mio spirito egocentrico e egocentrato e subissare di impressioni del tutto personali il web.

Intanto qui il caldo mi fa sentire al sicuro, mi dice che nulla e' cambiato nella poca africa che conosco io. La gente continua ad avere ritmi lenti, a sopravvivere con calma.

La mia casa ha un cancello blu, come tutte le case di ong, legate a UN. C'e' un guardiano, ma sembra molto rilassato, piu' aggressivi sono i due cani nani che abbaiano tuta la notte e che qualche espatriato ha cominciato ad ospitare ben prima del mio arrivo..
Di notte abbaiano. Dico: basta! Ma basta sul serio, guarda che vi porto il boccone.
Non capiscono. Parlano arabo. Eppure solo ai bianchi non ringhiano, i neri li odiano...