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Friday, January 19, 2007

Eccessi e cessioni

A scrivere un blog che legge anche la tua mamma e il tuo papa’ ci si perde sempre.

Avrei un sacco di succulenti episodi da vita spericolata di cooperante da raccontarvi., ma facendolo, farei venire meno la mia mamma. E il mio papa’ fisserebbe attonito lo schermo, preferendo non accettare di avere capito.

Vi basti sapere che a Geneina e’ stato un periodo di festeggiamenti per vittorie vinte, per eccessi generali. E se i Janja (i nomadi, quelli che hanno le armi e che vogliono prendere tutto agli africani, i cattivoni, insomma, per semplificare questo terribile pasticcio che e’ la crisi del darfur) festeggiano, sprecano proiettili e rubano macchine.
In tutte i due casi, non e’ una bella aria per i kawagjia (per i bianchi).
Per questa ragione, abbiamo seguito un fuggi fuggi generale e ci siamo spostati su Khartoum, per una settimanella, giusto per festeggiare Natale.

E li’ abbiamo fatto eccessi. Menu’ a 4 stelle, pasta al ragu, fette di salame e parmigiano, pandoro e torrone per dolce. Gli italiani sanno come mangiare, e’ risaputo, anche in Sudan. Se ci sono piu' di 2 italiani in una stanza e’ sicuro che un pezzo di parmigiano salta fuori da qualche valigia.
Incorro in grosse denuncie, ma ammetto che e’ girato pure un liquore di origine cinese.

A capodanno, invece, ad Habila, vicino al confine sudanese, anche li’ e girato alcool. Vodka svedese. E pure li’, bagordi. Pasta col pesto, con basilico amorevolmente curato nelle basi INTERSOS. Noccioline non tostate al posto dei pinoli, ma non male come effetto generale

Un mese di eccessi e cessioni.

Cedemmo agli spari: lasciati gli infraditi, abbiamo indossato calze e scarpe e abbiamo calcolato quale forza ci sarebbe voluto per catapultarci dal muro, nella casa dei vicini. Se entrano e i cani gli si avventano contro, i Janja sparano, che fare dunque? Il vicino, diceva il mio collega, d’accordo. Ma chi e’ il vicino? Un arabone. Va bene, ma speriamo che ci stia a nascondere due kawagjia.

Fortunatamente non sono entrati, e neppure i proiettili.

Cosi’ sono di nuovo qua nella mia base di Geneina, con i miei cani nani, la mia stanza impolverata.
Il mio nemico principale ora e’ il freddo e il vento freddo che entra da tutte le grate che fungono da finestre nella mia casetta. Due coperte sintetiche tirate su fino al naso fungono da riparo. La notte girnadomi faccio le scintille, e tiro certi fulmini solamente, sfiorando il lenzuolo sintetico puro al 100%.
La mattina si gela, non riesco a trovare la forza per alzarmi e se lo faccio, impreco. Impreco tanto.
Le doccie e i conseguenti shampoo sono scesi a uno ogni due giorni, perche’ il freddo mi scoraggia. Inoltre scaldare l’acqua nel pentolone, a volte col carbone, e’ una procedura torppo lunga e non posso farla tutti i giorni. L’aria secca mi taglia la pelle. E la sabbia mi rimane sotto le unghie...

Urge manicure

5 Comments:

Blogger Nicolas Ha-Levi said...

Ciao, è quasi il capitolo di un romanzo di formazione; certo che la vita qui a confronto è di un monotono terribile, è già tutto accaduto, il peggio naturalmente. In ogni caso tieniti sempre al riparo dalle insidie, da qualunque parte provengano. La scittura ah ! la scrittura, bella la tua.

1:37 AM  
Blogger Micol Picasso said...

Caro Arcangelo,
i tuoi complimenti mi fanno sempre piacere, anche se possono essere le prime insidie della vita...
La tua vita gia accaduta?.. mai, sempre in continuo rinnovamento.

10:16 AM  
Blogger clo said...

Che bello sapere che esisti da qualche parte.
Hai la mia stima, tutta. Il contenitore della suddetta resta vuoto.
Tua Claudia P.

3:15 AM  
Blogger clo said...

Sono felice di sapere che esisti. Hai la mia stima, tutta. Il contenitore della suddetta resta vuoto.

3:18 AM  
Blogger Micol Picasso said...

Clo: molto batticuore. Ora non riesco a dire altro

11:19 AM  

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